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Grosio

Il dialogo fra gli opposti: dall’arte rupestre all’architettura industriale

Pochi passi per attraversare la storia dell’umanità

In poche ore si può passare dalle tracce che i primi umani hanno lasciato su queste rocce migliaia di anni fa, fino ad arrivare all’architettura moderna che coniuga ingegno e bellezza.
La Rupe Magna è una delle più grandi rocce incise dell’Arco Alpino. Le raffigurazioni – scoperte da Davide Pace nel 1966 – sono più di cinquemila, databili tra la fine del Neolitico (IV millennio a.C.) e l’età del Ferro (I millennio a.C.). Osservando da vicino le incisioni sulla roccia nuda ci sorprendiamo a scoprire l’abilità della montagna di essere molte cose diverse: rifugio, ostacolo, natura e persino carta. Una carta ostinata che ci parla di vita contadina, di animali, di simboli intorno a cui, forse, i nostri antenati deponevano speranze e timori.

Poco più in là ci caliamo in una realtà completamente diversa, un quadro che unisce industria e territorio: la centrale idroelettrica di Grosio. Qui l’ingegno umano ha trasformato l’energia dell’acqua in tecnologia, integrandola con il panorama. La sala macchine dell’impianto è situata in una grande caverna all’interno della montagna, che si raggiunge percorrendo un tunnel di 600 metri. Volumi, condotte, centrali e materiali raccontano che costruire vuol dire anche disegnare il paesaggio.
Il confronto fra chi eravamo e chi siamo diventati ci pone davanti a molte domande, anche sul nostro futuro.

Parco delle Incisioni Rupestri - Via S. Faustino, Grosio
Centrale idroelettrica - Via Milano 4, Grosio
Valtellina DOP & IGP Station

Gusto della Valtellina in pillole

Una mela di montagna

Il contrasto tra le giornate soleggiate e le basse temperature serali favorisce colorazione ed equilibrio tra zuccheri e acidità. La Mela di Valtellina IGP non è solo una varietà, è un prodotto che racconta paesaggio agricolo, sapere contadino e filiere locali.