I prodotti del nostro territorio

Bresaola della Valtellina IGP

L’aria che discende dalle Alpi, le note di carne stagionata e di sottobosco unite all’aroma delle spezie sprigionano l’anima della Valtellina. Ingredienti unici per un salume eccezionale e inimitabile.

Dallo straordinario incontro fra natura e saper fare nasce la Bresaola della Valtellina IGP. Gustosa e leggera, perfetta in purezza e come ingrediente per tante diverse ricette, porta con sé l’anima di questa terra. Un salume unico, fatto con carne di alta qualità e prodotto secondo ricette custodite e tramandate di generazione in generazione.

Storia, tradizione e passione rendono la Bresaola della Valtellina IGP un patrimonio riconosciuto in Europa. Perché proteggiamo le cose che abbiamo nel cuore.

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Gusto della Valtellina in pillole

La naturale delicatezza della bresaola

Delicata e raffinata, la Bresaola della Valtellina IGP non ama il connubio con sapori troppo decisi. Per ottenere il giusto equilibrio, abbinala a prodotti freschi e morbidi, facendo attenzione alle quantità e alle proporzioni.

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Nel tempo giusto

La Bresaola della Valtellina IGP va consumata giovane, da quattro a otto settimane di stagionatura. Solo così presenta il tipico colore rosso intenso, un delicato profumo di spezie e un lieve sentore di carne stagionata.

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Il limone in equilibrio

Diciamolo una volta per tutte: il succo di limone direttamente sulla bresaola tende a ossidarla, provocando un effetto ‘cotto’. Limone dunque sì, ma solo in una delicata emulsione con olio e pepe o sulla verdura d’accompagnamento.

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Il tocco finale

Se la utilizzi in qualche ricetta, aggiungi la Bresaola della Valtellina IGP solo a fine cottura, in dirittura d’arrivo, per non alterarne sapore e profumo, lasciando il più possibile invariata anche la consistenza.

Valtellina Casera DOP e Bitto DOP

Lenti sono i passi delle mandrie che raggiungono gli alpeggi della Valtellina. Lenti sono i gesti di chi lavora con maestria ed esperienza le due eccellenze casearie di questa valle.

IL BITTO DOP è un formaggio dal gusto intenso che nasce in alta quota, lavorato in alpeggio tra giugno e settembre, comincia a stagionare nelle tradizionali casere d’alpe, dove aria, umidità e tempo lo rendono così buono.

IL VALTELLINA CASERA DOP è un formaggio dolce, simbolo della tradizione lattiero-casearia di fondo valle. Ottimo in purezza e ingrediente di piatti valtellinesi, come pizzoccheri e sciatt, oltre che di tante ricette fantasiose.

Formaggi che sanno emozionare perché hanno il sapore della cura di chi fa le cose con passione.

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Bitto DOP, figlio dell’estate

Il Bitto si produce esclusivamente in estate, sopra i 1.400 metri di altitudine, quando le mandrie raggiungono gli alpeggi della Valtellina. Può stagionare oltre 10 anni e con il passare del tempo cambia aroma e struttura.

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Valtellina Casera DOP, simbolo della Comunità Alpina

Già nel Cinquecento i contadini univano il proprio latte per trasformarlo collettivamente in Valtellina Casera DOP nelle “latterie di paese”, dando vita a un modello di cooperazione e condivisione che resiste ancora oggi.

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Bitto DOP, la ricetta segreta

Il Bitto DOP è fatto con latte vaccino appena munto, trasformato ancora caldo, con la possibile aggiunta fino al 10% di latte caprino. La sua pasta ha tonalità dal bianco al giallo paglierino e il gusto, dolce e delicato nelle versioni più giovani, evolve in note profonde col passare del tempo.

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Valtellina Casera DOP, due caratteri, una identità

Il Valtellina Casera DOP si ricava solo dal latte vaccino parzialmente scremato della provincia di Sondrio ed è prodotto nei caseifici del fondovalle. Esiste in una versione giovane e delicata e in una stagionata, più intensa.

Mela di Valtellina IGP

Quando la valle diventa un giardino, i suoi frutti regalano piccole gioie squisite. Come mordere una mela croccante, dolce e succosa.

Sono tre le varietà della Mela di Valtellina IGP, un tesoro prezioso che si nutre del sole della valle, di un microclima unico, di una natura generosa e benevola. Esposizione, vento e terreno sono gli ingredienti che rendono questa mela di montagna particolarmente buona e capace di mantenere a lungo il suo sapore.

Buona così come Natura l’ha fatta e per ricette che addolciscono cuore e palato.

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Una mela di montagna

Il contrasto tra le giornate soleggiate e le basse temperature serali favorisce colorazione ed equilibrio tra zuccheri e acidità. La Mela di Valtellina IGP non è solo una varietà, è un prodotto che racconta paesaggio agricolo, sapere contadino e filiere locali.

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Un frutto, tre varietà

GOLDEN DELICIOUS, dal gusto dolce, pieno, con una polpa croccante e succosa.
RED DELICIOUS, riconoscibile per la forma allungata, i cinque lobi nella parte inferiore e il colore uniforme rosso brillante.
GALA, di colore rosso acceso con striature rosate, ha un sapore delicato e ben bilanciato.

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Una lunga stagione di raccolta

Le diverse varietà vengono raccolte in momenti differenti, che scandiscono l’autunno valtellinese. La raccolta delle Mele Delicious avviene da metà settembre a metà ottobre, quella delle Red Delicious tra settembre e i primi giorni di ottobre, mentre le Gala cominciano a maturare ad agosto.

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Un giardino in alta quota

La zona di produzione della Mela di Valtellina IGP interessa 60 comuni della provincia di Sondrio. Oltre mille ettari di gusto e dolcezza nei quali i meleti vengono coltivati da circa mille aziende agricole. Un vero giardino in alta quota.

Vini della Valtellina DOCG/DOC/IGT

La chiamano “viticoltura eroica” perché coltivare la vite in montagna è una sfida.

Tra vigne terrazzate, sentieri stretti e appezzamenti sostenuti da muri a secco, si avventurano i contadini che, con pazienza e fatica, fanno ancora la vendemmia a mano. Nascono così lo Sforzato di Valtellina DOCG, il Valtellina Superiore DOCG, il Rosso di Valtellina DOC, l’Alpi Retiche IGT.
Vini dal gusto intenso ed elegante, che maturano in cantina e si affinano nella sapienza della tradizione.

Questi vini si nutrono della terra e delle voci di chi raccoglie l’uva, di chi ne aspetta quieto l’invecchiamento, di chi li imbottiglia e poi un giorno, con meraviglia, li scopre.

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Una viticoltura unica

La Valtellina è il territorio viticolo terrazzato più esteso in Italia. Qui i vigneti crescono su oltre 800 ettari di vigne terrazzate e 2.500 km di muretti a secco, protetti dalle Alpi, baciati dal sole e accarezzati dalla brezza del Lago di Como, che li rendono uno dei luoghi più straordinari d’Italia per la viticoltura.

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Il segreto dei fruttai

Lo Sforzato di Valtellina DOCG nasce da una selezione di uve Nebbiolo fatte appassire per circa 3 mesi in locali asciutti e ventilati, i tradizionali “fruttai”. Il Valtellina Superiore DOCG è un rosso con un affinamento minimo di 24 mesi, di cui almeno 12 in botte di legno. La sua complessità si declina anche in 5 sottozone storiche: Maroggia, Sassella, Grumello, Inferno e Valgella.

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L’importanza dell’esposizione a sud

Sul versante retico, esposto a sud e modellato nei secoli dalla mano dell’uomo, nasce il Nebbiolo delle Alpi – noto localmente come Chiavennasca – da cui prendono vita vini eleganti, longevi e identitari. Sotto lo sguardo del sole, le uve maturano in un ambiente alpino unico in Europa.

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Ce n’è per tutti i gusti

Il Rosso di Valtellina DOC è un vino giovane, pensato per un consumo prevalentemente quotidiano. Matura almeno 6 mesi e ha un tenore alcolico minimo dell’11%.
Sotto la denominazione Alpi Retiche IGT si raccoglie invece una gamma ampia di vini: rossi, rosati, bianchi, frizzanti, passiti e da vendemmia tardiva. Una proposta perfetta per abbinamenti versatili.

Pizzoccheri della Valtellina IGP

Quando in Valtellina l’anima si impasta con la memoria nascono i pizzoccheri.

Questa varietà di pasta ha origine dal grano saraceno, una pianta forte e resiliente che l’uomo coltiva da secoli. Nella ricetta della tradizione, il suo carattere si amalgama con le verze o le verdure di stagione, il burro fuso, l’aglio, il pepe e con il Valtellina Casera DOP. E evoca l’immagine di madri e nonne che nelle cucine di un tempo affondavano le mani nella pasta con pazienza e devozione.

Molto più di un semplice piatto. Ma una magia che quando arriva in tavola porta con sé il gusto della montagna e dell’ospitalità di una terra semplice e vera.

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Il gusto del grano saraceno

Alla base di tutto c’è il grano saraceno, detto anche formentone nero: una pianta resistente, introdotta in valle già nel Seicento, coltivata per secoli. Questo cereale rustico ha plasmato il gusto e la cultura alimentare alpina.

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Forma e sostanza

Il riconoscimento della IGP riguarda la pasta realizzata dai pastifici certificati che rispettano il Disciplinare di produzione. Il Pizzocchero della Valtellina IGP può essere: a «tagliatello steso», a «tagliatello avvolto» o a «gnocchetto». Nell’impasto del pizzocchero fatto in casa, invece la pasta viene tagliata a mano e questo fa sì che ogni pizzocchero possa avere forma diversa e irregolare.

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Una ricetta codificata

Oggi la preparazione tradizionale è tutelata dall’Accademia del Pizzocchero. La ricetta tradizionale prevede: farina di grano saraceno, farine di grano duro e tenero, acqua. Una volta formata, la pasta viene tagliata e poi cotta in acqua salata insieme a patate e verze o, secondo la stagione, coste e fagiolini. Il piatto si completa con burro fuso, aglio, pepe, formaggio grattugiato e Valtellina Casera DOP.

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I pizzoccheri e le radici nel territorio

I pizzoccheri sono originari del territorio di Teglio, le prime testimonianze scritte risalgono al 1700. Un censimento del 1894 riportava: «Esistono nella provincia di Sondrio 11 fabbriche di pasta… e… 611 molini, destinati alla macinazione dei cereali». La maggior parte di tali mulini utilizzava per il proprio funzionamento l’acqua dei fiumi e dei ruscelli di cui la montana provincia di Sondrio è ricca.